Teatro e Filosofia

VOCI DEL VERBO UMANO. IL TEATRO DI SHAKESPEARE COME SPECCHIO
Corso di 4 lezioni coordinato dal Prof. Danilo Breschi (Università degli Studi Internazionali di Roma)

Samuel Johnson, l’autore del primo Dizionario della lingua inglese (1755), definì William Shakespeare «il poeta della natura». Intendeva dire la natura umana, ossia ciò che di più permane nell’incessante fluire della storia, universale e particolare, che dagli uomini e dalle donne è fatta e disfatta, quasi sempre ben oltre le loro speranze e le loro paure. Johnson si spinse fino al punto di definire Shakespeare l’inventore dell’umano, perché il suo teatro è sì un specchio fedele della vita, del ventaglio di passioni che agitano e bruciano gli esseri umani, ma la sublime, immaginifica lingua che il drammaturgo inglese impiegò ha creato a sua volta un mondo ed è come se la storia umana dopo – ma anche prima – della sua scrittura avesse preso diversa configurazione, cosicché i personaggi del suo teatro non sono solo descrizioni di ciò che è stato nel passato. Sono prefigurazioni di ciò che è venuto dopo e di ciò che ancora deve venire. Dramma è azione e chi recita si muove, ma è anche mosso. Dalle passioni, anzitutto. Il corso esaminerà alcune voci del verbo umano per eccellenza, ossia l’agire, tanto del corpo quanto dell’anima, dei sensi così come dei pensieri, e lo farà passando in rassegna alcune figure chiave del teatro del Bardo immortale che ancora parlano ai contemporanei e indicano il futuro che ci attende.

Ore 16,45Programma
Ven. 07 Mag.AGIRE/PATIRE
Ven. 14 Mag.POTERE
Ven. 21 Mag.ODIARE
Ven. 28 Mag.AMARE